terça-feira, 9 de junho de 2009

REIVINDICACIÓN DEL ULTRAMAR PORTUGUÉS

[Diogo+Cao_padrâo.jpg] - Os dejamos un impresionante y fundamental testimonio gráfico de alguien que lo vivió en sus propias carnes. No lo ponemos sólo " a modo de nostalgia ", sino a modo de reivindicación, como lección para el presente y el futuro, y como algo que en su día nos afectó directamente. Aún nos olvidamos los españoles que entregamos vergonzosamente Guinea Ecuatorial, y que los moros, pegando muy pocos tiros, tomaron Sidi Ifni, el Sáhara Español y nuestra costa norteafricana: No es que nos vayan a invadir, es que ya nos invadieron; pero aquí, como si eso no fueran con nosotros. Honor y gloria a los portugueses que lucharon por su patria, y a los africanos que alumbraron su camaradería de armas frente a la presión de las potencias liberales y comunistas ( La globalización no es nada nuevo ) sobre todo a raíz del petróleo de Cabinda, haciendo la vida imposible a la patria portucalense. Honor y gloria a los lusos que no comulgaron con ruedas de molino, y que vertieron su generosa sangre para después ser traicionados por las espaldas de la maldita Revoluçâo dos Cravos, acaso un primerizo espejo de lo que fue nuestra transición; cuyo resultado estamos pagando a ambas orillas del Miño y lo que nos queda.... Quisieron el fin de la Historia....¡ Pero la Contrarrevolución aún no ha dicho su última palabra ! Movimiento Legitimista Portugués

ULTRAMAR ANTES E DEPOIS DA TRAIÇÃO

Na véspera de mais um 10 de Junho, entendo que não há melhor depoimento do que oferecer, aos que visitam este blogue, documentos de um tempo não muito distante e em que, pela última vez, Portugal mostrou a sua raça. De então para cá, tem sido a demissão constante de todos os valores que enobreciam a Pátria. Portugal, o fidalgo valente e austero de outras eras, cujo timbre era gravidade e honradez, é hoje um labroste petulante, borra-botas sem crédito, quase maltrapilho, gozando babado o favor de se arrastar servilmente pelas chancelarias internacionais, e apanhando ufano as migalhas lançadas por quem o espoliou. Pelos méritos do Santo Condestável, Deus tenha piedade da Nação Fidelíssima e a reconduza ao seu trilho heróico!
Joaquim Maria Cymbron
* Quien quiera más detalles sobre las fotos, que acuda al enlace puesto arriba. Asimismo, recordamos:

NOSTALGIA DE LA ANGOLA PORTUGUESA

Informado por nuestros correligionarios del Movimiento Legitimista Portugués. La Angola que pudo seguir siendo y no fue....Una guerra extraña, potenciada por potencias internacionales que sacarían jugoso fruto. Los españoles nos empeñamos en no relacionar estos conflictos, pero tienen parecidos más que razonables con lo que nos hicieron en Guinea y el Sáhara, y lo que podemos sufrir en nuestro propio territorio a día de hoy a partir de las Canarias, Ceuta y Melilla. Quisieron acabar con el legado de aquellos valientes marinos portugueses que bordearon la anchura del orbe en atrevidas naves, y que como otros marinos católicos, ya españoles ya itálicos, fueron los que demostraron que la tierra era redonda. El África Lusa agonizó en cruentas y oscuras guerras tras siglos de evangelización/civilización. Si bien aquello no era perfecto, como nada en este mundo lo es, podemos y debemos decir que aquellas partes africanas estaban mucho mejor con Portugal que con la falsa independencia. Estos vídeos son ilustrativos al respecto, de los últimos años en que la bandera portuguesa ( Aun la republicana, sabemos ) ondeó ante el sol del continente negro. Angola I Angola II Angola III Angola IV Cesaria Evora Petit pays A TRAIÇÃO -- de alguns identificados portugueses http://nonas-nonas.blogspot.com/200[....]ntra-subverso-em-frica-de-john.html

domingo, 7 de junho de 2009

HOMENAJE AL REY FERNANDO II DE LAS DOS SICILIAS

Grande successo della manifestazione dell'Editoriale Il Giglio e del Movimento Neoborbonico

DUE GIORNI NEL NOME DI RE FERDINANDO II

e le divise borboniche occupano Largo di Palazzo

F_00.jpg

Due giorni nel ricordo del grande Re Ferdinando II delle Due Sicilie, tra Portici e Napoli. Due giorni di riflessione, due giorni di orgoglio e di festa. C’è stata una larga e qualificata partecipazione di pubblico alle celebrazioni per il 150esimo anniversario della morte del Sovrano napoletano (22 maggio 1859) organizzate dall’Editoriale Il Giglio e dal Movimento Neoborbonico.

Venerdì 23 maggio a Villa San Gennariello, antica fagianeria della Reggia di Portici, si è svolto un convegno ed il concerto “La musica del Re”. La serata è stata conclusa da una cena-buffet. Non c’era più posto per accogliere soci ed amici dell’Editoriale Il Giglio, simpatizzanti neoborbonici, legittimisti ed i nuovi amici sempre più numerosi che riscoprono le Due Sicilie e l’orgoglio dell’appartenenza.

Applausi all’Inno delle Due Sicilie, eseguito al piano a quattro mani dal maestro Ida Tramontano e dalla pianista Concetta di Somma e cantato dal soprano Stefania Tedesco, che a fine serata ha coinvolto il pubblico. Tutti in piedi a cantare le strofe dell’Inno di Paisiello, capace di rendere l’identità di un popolo. Applausi alla lettura del messaggio inviato dal S.A.R. il Principe Carlo di Borbone Due Sicilie, che ha ringraziato gli organizzatori per le celebrazioni ed ha ricordato le grandi realizzazioni del suo antenato.

Marina Carrese, a nome dell’Editoriale Il Giglio, ha inquadrato le celebrazioni nella battaglia delle idee che Il Giglio combatte con le proprie pubblicazioni e le proprie iniziative. “Ce ne saranno altre – ha annunciato – per ricordare adeguatamente Re Ferdinando II”.

Il prof. Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, ha ricordato i passaggi salienti dei 29 anni di regno del Sovrano. Le grandi opere civili, con oltre tremila miglia di strade realizzate, la realizzazione di una Marina mercantile e militare tra le prime del mondo, i tanti primati che portarono il Regno delle Due Sicilie al riconoscimento di terza potenza industriale del mondo alla Mostra di Parigi del 1856, il minor carico tributario d’Europa. Sotto il regno di Ferdinando II, Napoli era la città più importante e popolosa d’Italia, con 447 mila abitanti; negli stessi anni Torino ne aveva 204 mila e Roma 194 mila. Tutto andato perduto grazie all’opera dei settari che – come sembrano confermare proprio gli studi del prof. De Crescenzo – eliminarono, probabilmente avvelenandolo, un Re ancora nel pieno vigore fisico, a soli 49 anni, per una unificazione che segnò la decadenza, l’inizio dell’emigrazione e la nascita della cosiddetta questione meridionale. Ma in questo anniversario i motivi di speranza non mancano. “Se siamo qui, ed in tanti, 150 anni dopo, a commemorare Re Ferdinando II vuol dire che il suo ricordo è sempre più vivo”, ha detto il prof. De Crescenzo.

Nel pomeriggio di sabato 23 maggio una grande emozione si è diffusa tra le centinaia di presenti quando il Plotone d’onore del “Raggruppamento storico-militare delle Due Sicilie” guidato dal capitano Alessandro Romano, bandiere al vento, ha occupato simbolicamente Largo di Palazzo. Accompagnate dal rullare dei tamburi e dalle trombe, le divise borboniche hanno marciato in formazione dal colonnato della Basilica di San Francesco di Paolo fino a Palazzo Reale, dove hanno eseguito il cambio della guardia.

Evoluzioni in piazza, saluto al Re, poi il plotone si è diretto verso la Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, dove ha presentato le armi al vice-priore della Confraternita, dott. Marco Crisconio, prima dell’inizio della Missa de Angelis in rito romano antico in suffragio dell’anima di Ferdinando II. Durante il rito, celebrato da Mons. Raffaele Ferriero in una chiesa gremita da centinaia di persone, i cavalieri costantiniani Luigi Andreozzi e Giovanni Samo hanno montato la guardia accanto all’altare, davanti alla bandiera delle Due Sicilie e ad una gigantografia di Re Ferdinando II.

La Missa de Angelis è stata cantata dal mezzosoprano Nicla Cesaro, all’organo Giuseppe Perucatti. L’Inno di Paisiello, cantato dal soprano Stefania Tedesco, ha aperto e concluso la cerimonia. Ferdinando II è stato commemorato prima della Messa dal vicepresidente del Movimento Neoborbonico, prof. Enzo Gulì. Sì, la verità su Ferdinando II, grande Re e grande napoletano, si fa strada a dispetto di ogni falsificazione e queste celebrazioni, 150 anni dopo, sono un segnale di speranza. Continueranno. Nel nome di Re Ferdinando II.

Vedi tutte le foto della manifestazione -->

Vedi i video del Cambio della Guardia a Palazzo Reale:

video 1

video 2

Leggi la rassegna stampa -->

Associazione culturale Neoborbonica L'orgoglio di essere meridionali

Search
spacer
header
http://www.eleaml.org/immagini/eventi/convegno_Ferdinando2_Vitale_Salemi.jpg http://www.eleaml.org/immagini/eventi/convegno_Ferdinando2_Catenacci_Golia_Salemi.jpg http://www.eleaml.org/immagini/eventi/convegno_Ferdinando2_Don_Luigi_Ballirano.jpg

sábado, 6 de junho de 2009

VÁZQUEZ DE MELLA POR EL PADRE CASTELLANI

http://4.bp.blogspot.com/_dhudfNC4C6E/SSm2jS_DvNI/AAAAAAAACoQ/UB4kBk75KA0/s320/Castellani_01.jpg - De nuestros correligionarios de Carlismo Argentino

Vázquez de Mella por el Padre Castellani

El Padre Leonardo Castellani, en un comentario a la 2ª edición de 1928 de Filosofía de la Eucaristía de Juan Vázquez de Mella, realizó una serie de apreciaciones acerca de esta obra y de su autor que, a continuación, nos gustaría reproducir.
" Agotada rápidamente la edición que [la editorial] Voluntad hizo el año pasado, se ha reeditado inmediatamente la obrita que el gran español nos legó antes de morir. Dichoso el hombre a quien Dios concede la gracia de escribir un libro vivo. Libro vivo es aquél que vive, y que además da vida. (La Sagrada Escritura es el primero y después vienen el Kempis y la Summa.) Porque hay libros que viven y vivirán mucho tiempo desgraciadamente, pero que no dan la vida sino la muerte, y cuyo solo nombre, como dice Claudel, "es un veneno y una podredumbre". Estando por morir y con la pierna amputada el sabio español Vázquez de Mella, el mejor orador de Europa, que dijo Briand, escribió fatigosamente para entregarlo mecanografiado al Cardenal Reig y a la Delegación que iba al Congreso de Chicago, este libro que termina con una oración. Un rector de una facultad teológica de España dijo que por este libro daría a Mella, si se lo pidiese, el doctorado en Filosofía. Alta y robusta doctrina filosófica sobre el misterio augusto de nuestros altares, que recuerda a la vez las disertaciones de Balmes y las elevaciones de Bossuet, volcadas en el estilo personalísimo de Mella. Un estilo enjuto y macizo, que casa el movimiento oratorio del tribuno con la precisión técnica del filósofo y que florece al fin de un racioncinio fulgurante o de una vasta síntesis en una metáfora delicada, tal como se ven al romper la primavera las florecitas ingenuas de los duraznos al extremo de las ramas nervudas y secas. La primavera rompía ya para el amante soldado de Cristo y era pasado el invierno para el gigante batallador y enfermo. Pasó el invierno, la lluvia cesó y se ha ido, levántate amigo mío y ven. "Cuando muera descansaré", dijo en el discurso necrológico de Menéndez y Pelayo. No parece una figura de nuestros tiempos ruines, si la Iglesia no fuera de todos los tiempos. Dios le habrá premiado ya la intención de su gran obra Filosofía de la Teología que la muerte no le dejó realizar y de la cual este librito de oro no era más que un capítulo maestro. "
http://2.bp.blogspot.com/_dDrgyGgzukI/R2FS3-DbsNI/AAAAAAAAADI/F61lfv68g8Y/s320/vazquez%2Bde%2Bmella%2B2.jpg

LLUVIA EN LISBOA

http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/4925186.jpg Nace un día lluvioso, En la Lisboa de mi retina, En la Lisboa siempre dulce, Grisácea, cristalina, Nace el día en la torre de Belén, Abrazándose el Tajo y el Atlántico, Y el monasterio de los jerónimos, Abrigándose está simpático, Caen las gotas debiluchas, Pero deja frío en los huesos, Humeantes cafés en las pastelerías, Callejuelas de callado lamento, El monumento a los descubridores, Con la lluvia está llorando, De pena, porque está viendo, Que a Portugal están destrozando, Pobre Portugal, patria linda, Que en sí es un tesoro, Que vale más de por sí, Que todas las minas de oro, Se hace la lluvia en Lisboa, Melancólica y reflexiva, Como si lágrimas de sangre llorara, El real escudo de las quinas, Toda una lluvia fadista, De la mujer que canta al amado, Que a la bravía mar se echa, En incierto futuro pensando, Esto mismo es alegoría lusa, Ante la falsedad actual padecida, El día restaurador que llegue, ¿ Vendrá la lluvia de la alegría ? Eso siento, espero y creo, Amando con firmeza a Portugal, Y si se nubla el cielo de la morería Lisboeta; yo he de pensar.... Bien valdrá por el futuro, Lisboa, Que brindemos con buen vino verde, Y así, cantando bajo la lluvia, Si luego se lucha para merecerte.

segunda-feira, 1 de junho de 2009

MARCELINO DA MATA

- O soldado português mais condecorado de sempre. Vai por ele a nossa admiraçâo. Honra e gloria ao tenente-coronel ! Tenente-Coronel de Comandos MARCELINO DA MATA Herói Nacional, Orgulho do Exército Português 1 Cavaleiro de Torre e Espada + 5 Cruz de Guerra... E foi assim que o Estado Português lhe pagou... No início da madrugada de 19-Maio-1975, após ter sido preso e espancado no RALIS durante 6 horas, é levado para Caxias onde fica encarcerado em regime incomunicável durante 90 dias, seguidos de 60 dias em regime normal. – «Quando [em 15Out75] me libertaram de Caxias, na mesma noite foram a minha casa – vim a saber depois que para me raptar e mandar para a Guiné – mas enquanto eles perguntavam por mim, desci por 1 corda do 2o andar até ao chão. Apanhei 1 táxi para Benfica, encontrei lá 1 conhecido que me levou a Coimbra e me deu dinheiro para ir de camioneta até Chaves. Cheguei lá sem dinheiro nenhum, vi 1 guarda fiscal e dirigi-me a ele, disse que tinha fugido de Caxias e que queria ir para Espanha; ele perguntou-me se eu tinha dinheiro, eu respondi que não e ele deu-me 2 mil pesetas e indicou-me como evitar os outros colegas dele. Do outro lado apanhei a camioneta para Madrid, onde não conhecia ninguém; dormi 3 dias no metropolitano e ao 3o dia houve 1 espanhol que me perguntou se queria trabalho; fui distribuir Coca-Cola num camião, ele pagou-me 30 mil pesetas e fui para França, onde tinha 1 tio. Tratei-me lá um pouco e voltei para Madrid, porque na terra onde o meu tio estava não havia trabalho; em Madrid arranjei outra vez trabalho, encontrei 1 conhecido que conhecia 1 médico que tinha fugido da Rússia, que foi quem me tratou. [...] Voltei a Portugal depois do 25 de Novembro de 1975 e apresentei-me no Regimento de Comandos. Em 1980 fizeram-me assinar um documento a dizer que queria sair da tropa; houve algumas dificuldades com a percentagem de incapacidade que me queriam dar (eu sou alferes graduado em capitão e nessa altura era preciso ter 60% de incapacidade para se manter o posto de reforma), mas deram-me 64% e vim embora da tropa. A diferença de salários é muito importante quando se tem 14 filhos». Guerra do Ultramar: Angola, Guiné e Moçambique

sábado, 30 de maio de 2009

DE LA BOINA ROJA

De una canción se hace un discurso, Por una sonrisa se tocan las palmas, De una fogata en la hora clave, Sale el libre impulso de la guitarra, De una buena noche, Nace un día espléndido, Si el corazón se equilibra, Se continúa bien contento, De una imagen de la infancia, Permanecen infinitos recuerdos, Del amor a la tristeza pensativa, Por los seres queridos que han muerto, De un arrebato de justicia, Sale el ardor de la lucha, De un cielo estrellado, Entrañable silencio se escucha, De la vaca nace el toro, Y se hace rey del campo ibero, Exhibiendo su magnífica raza, En el arte del dorado albero, De la siembra se va a la cosecha, De la uva sale el vino, De la Comarca partió el hobbit, Bregando con el terrible anillo, El río que nace en la montaña, Desemboca en el reino del mar, De las aguas dulces y saladas, Cuántos nombres evocan hispanidad, De la boina roja se conoce, Un vivo cantar de gesta, Nombres como el Cerro de los Ángeles, Quintillo, Montejurra, Morella.... De una lucha reconquistadora, Se extiende el Carlismo con entereza, Emulando a aquellos bravos caballeros, Que batieron moros de braveza, De un dorado escudo real, De una conciencia corajuda, De la fuerza antinapoleónica, De aquellas guerrillas duras, De una naturaleza y un pueblo, De la Fe que brota unificadora, Tras casi dos siglos de lucha, Sigue en pie la boina roja, De la ilusión renovadora, Del legado más hermoso, El Tradicionalismo en marcha, Legítimo y orgulloso, Ayúdenos a crecer la boina roja, Relúzcanse en las mejores cabezas, A gritos se pide nuestra acción, Si nos callamos, hablarán las piedras, Como brota y brotó, brotará, De las boinas rojas españolas, El resurgir de la Santa Causa: ¡ Correligionarios, es nuestra hora !

CAVALEIRO MONGE

articles: infante.JPG * Agradecemos las correcciones ortográficas pertinentes de los amigos del Movimiento Legitimista Portugués Olhando ao mar, Desde o profundo monte, Tem forte o peito, O cavaleiro monge, Sacro estandarte porta, Com uma cruz vermelha, Emblema limpo que vai, Numa branca bandeira, Cristo é a sua ordem, Cristo é o seu general, Cristo ilumina sua monarquia, Bendita coroa de Portugal, Cavaleiro das quinas, Sangue de Viriato, Guarda das estrelas, Do céu lusitano, Do Medievo filho, Valente e nobre cavaleiro, Clarão de forte garganta, Luz de católico império, Cavaleiro da liberdade, Cavaleiro do Evangelho, Oh, cavaleiro monge, Espada firme do mosteiro, Cavaleiro monge, Eco da bela história, Quanta vida nos caminhos, Cruzado da glória, Cavaleiro português, Cavaleiro monge, É possível que ainda, Nao fiques tão longe....